IL RISVEGLIO DELLE API E DELL' APICOLTORE IN APIARIO
04
Mar 2021

MONICA BARBARA PERDOMI

IL RISVEGLIO DELLE API E DELL' APICOLTORE IN APIARIO

Finalmente Marzo, finalmente la PRIMAVERA!

 

E’ stato un inverno freddo e persino molto nevoso. Come se la saranno cavata le nostre api?

Nelle regioni a clima più mite, già dai primi giorni di febbraio qualcuno ha potuto sbriciare nelle arnie e valutare lo stato di salute delle famiglie, ma per noi della Lombardia o del Piemonte l’ora giunge adesso!

Stiamo aspettando la fioritura dei mandorli, del tarassaco, del rosmarino, dei cavoli…allora finalmente vedremo le nostre api allontanarsi da “casa” per bottinare e tornare con le “bisacce” piene di polline. Intanto controlliamo che il nostro punto di raccolta delle acque sia pulito e rifornito.

 

 

A questo proposito è buona norma sciogliere del sale nell’abbeveratoio anche a fine inverno, per evitare alle nostre api lunghi viaggi altrimenti indispensabili per recuperare sostanze minerali.

Ricordate che la prima visita stagionale va eseguita con molta cautela; nelle ore più calde di una giornata assolata, con poco fumo.

La prima osservazione riguarderà il volo delle bottinatrici. Dovrebbero volare regolarmente e rientrare con un po’ di polline.

Pesare l’arnia sollevando la parte posteriore è già una seconda valutazione: le arnie più leggere richiederanno immediatamente la nostra attenzione.

Sollevando con la leva l’angolo del copri favo, sbuffiamo un po’ di fumo e dopo qualche istante possiamo toglierlo del tutto per controllare quanti telai sono coperti di api.

Possiamo controllare anche lo stato delle scorte, ma ricordiamo di ricollocare le protezioni per il freddo perché non è ancora finito.

 

Se non dovessero esserci, come probabile, scorte sufficienti  nutriamo con candito o sciroppo.

E’ il momento di eliminare i telai che si sono svuotati, quelli vecchi o danneggiati, quelli colpite da muffe o con tracce del passaggio della camola della cera.

Inserire telai nuovi e puliti, permetterà di ridurre drasticamente la propagazione di malattie, funghi ed altre infezioni. quando la famiglia sarà tornata in piena attività. Tornando alla nostra ispezione, ricordiamo che le famiglie orfane o deboli, che non coprano almeno quattro telai, sono da riunire con famiglie un po’ più forti con il metodo del giornale.Se troviamo arnie spopolate dobbiamo capire cosa è successo: fame o diarrea?

Se fossero morte di fame troveremmo api con la testa e parte dell’addome dentro le celle, come a cercare di raccogliere l’ultima goccia di un cibo invece esaurito. Api  morte sul fondo dell’alveare sarebbero la riprova che la mancanza di nutrimento è stata letale per questa famiglia.

Se invece fossero state afflitte dalla diarrea troveremmo macchioline color caffè sui favi.

 

Se il danno è limitato sarà sufficiente pulire il fondo dell’arnia e sostituire i telai danneggiati, ma se trovassimo telai molto umidi e maleodoranti occorrerà lavare anche le pareti dell’arnia con acqua e soda e lasciare asciugare bene prima di reinserire la famiglia.

Potrebbe essere un buon momento per fare con calma i lavori di manutenzione sul legno e accomodare le famiglie in un’arnia nuova. In questo periodo dell’anno il mercato offre molte promozioni e prezzi interessanti.

Secondo noi, ad inizio primavera non è il caso di sospendere il nutrimento, a meno che non ci si trovi in zone di ricchissima offerta di nettare e pollini: è il momento in cui la regina intensifica la deposizione delle uova e le giovani larve sono voraci per cui non possiamo correre il rischio che esauriscano tutte le scorte che le care bottinatrici hanno procurato. Aiutiamole con un valido sciroppo!

 

Pochi giorni ed è l’ora della seconda visita.

Le api saranno più frenetiche e un buon orecchio ci aiuterà a capire, ancor prima dell’apertura, cosa troveremo all’interno.

Per distinguere una famiglia orfana da quelle ben dirette, sarà sufficiente battere dei colpetti sulle parti dell’arnia; nel caso in cui la famiglia sia orfana si avvierà un ronzio lamentevole e prolungato, nel caso in cui sia governata invece il ronzio sarà lieve e di breve durata.

Una buona regina dovrà essere giovane, il suo addome sodo, le ali sane, ben proporzionate e la peluria piena e vellutata. In questo periodo una buona famiglia, con una buona regina deve presentare telai con una corona di miele di circa 5 o 6 cm e la covata al centro dovrà essere compatta e femminile.

I telai che pur contenenti covata saranno da eliminare perché vecchi, malformati o che posti controsole non siano più trasparenti, verranno contrassegnati con una X e portati verso l’esterno ma mano che si liberano fino a poterli eliminare.

A breve dovrà seguire una nutrizione stimolante, per aiutare la regina nella deposizione. 

 

Dopo il candito o lo sciroppo di inizio stagione, composti il primo da 80% zucchero e 20% acqua il primo e 60% zucchero e 40% acqua il secondo,potremo passare ad una soluzione 50% zucchero e 50% acqua.Tuttavia se vogliamo evitare errori nella fabbricazione degli sciroppi, esistono preparati a costi molto contenuti.

Consigliamo di nutrire anche ad Aprile (non oltre i 20 giorni per evitare problemi di sciamatura) a meno che non ci si trovi in zone di abbondante fioritura di tarassaco; in questo caso il magico fiore sarà stimolo sufficiente per le nostre regine diversamenteuna buona nutrizione impedirà il blocco della deposizione da parte della regina e manterrà le famiglie in forze per le prime fioriture importanti!